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Black powder 10 anni di collezione
1807-2007 - Il Grande Stratega

An IX De Cavalerie

La quarta tappa del progetto “10 anni di collezione” vuole celebrare il bicentenario della battaglia di Friedland e della pace di Tilsit. Due momenti della espansione francese che evidenziarono il ruolo di grande stratega che Napoleone Bonaparte era riuscito a imporre all’unico regnante dell’Europa continentale in grado, per tradizione, potenza militare e vastità dei territori, tenere testa all’Imperatore.
Anche a Friedland risultò determinante l’azione della cavalleria napoleonica, e così la Davide Pedersoli propone per l’anno 2007 il moschetto da cavalleria Modello AN IX, una delle armi più rappresentative nell’armamento napoleonico, assegnata a tutte le truppe a cavallo (cacciatori, cavalleggeri, granatieri, lancieri, carabinieri e corazzieri), compresi gli ussari che, però, preferirono sempre il loro moschetto Modello 1786, più leggero e più corto. Con l’apporto di alcune modifiche, l’arma fu distribuita anche ad alcuni corpi a piedi di fanteria e gendarmeria e alla marina. A causa di tale grande diffusione il moschetto venne fabbricato fino al 1816, e circa 225.000 esemplari uscirono dai vari arsenali. La fama e le qualità di quel modello si diffusero in tutta Europa, tanto che altri Stati lo imitarono per armare i propri reparti come, per esempio, dal 1814, i Reali Carabinieri a Cavallo del Regno di Sardegna.
Anche questa versione commemorativa sarà limitata a cinquecento esemplari destinati ai collezionisti francesi, italiani e tedeschi e contrassegnati con tre serie distinte di numerazioni.
La medaglia inserita nel calcio riproduce quella coniata per le celebrazioni della Pace di Tilsit. Vi sono raffigurati i volti di Napoleone, di Alessandro I e del re di Prussia Federico Guglielmo III.
La pace di Tilsit (25 e 26 giugno 1807) seguì la firma dell’armistizio del 21 giugno e pose fine agli scontri che, iniziati da alcuni mesi, avevano portato, nei giorni 8 e 9 febbraio 1807, alla poco gloriosa, per i francesi, battaglia di Eylau. Abituati alle pessime condizioni climatiche, i russi erano sul punto di vincere con l’ottimo lavoro dei pezzi di artiglieria, fino a quando la cavalleria francese guidata da Murat ebbe il sopravvento, anche se subendo gravissime perdite.
Per la vittoria Napoleone non manifestò molto entusiasmo: la stanchezza, la depressione e le numerose diserzioni suggerirono ai francesi di recuperare le forze e lo spirito. Era necessario che alleati e avversari non capissero il debole momento dell’armata francese, e così il 27 maggio il generale Lefebvre conquista Danzica, occupata da dodicimila russi. Napoleone entra nella capitale della repubblica baltica con il solito trionfalismo, sortendo un propizio effetto propagandistico sia verso la Francia sia verso la Russia. Nessuno aveva compreso la debolezza delle truppe napoleoniche in quel momento critico.
Furono sufficienti due settimane a Napoleone per riorganizzarsi e attendere il momento più favorevole per muovere contro i russi che, il 13 giugno 1807, subirono un primo attacco nei villaggi di Posthenen e Heinrichsdrof, non lontani da Friedland, nella Prussia orientale. Nonostante la propria inferiorità numerica e il suggerimento dei suoi ufficiali a rimandare la battaglia, Napoleone sottolineò come nell’anniversario della battaglia di Marengo quello sarebbe stato un giorno fortunato. Nel pomeriggio del 14 giugno bastarono due ore a Napoleone per sbaragliare le forze russe.
La cerimonia diplomatica fu diretta da Napoleone con grande abilità politica e con una scenografia particolarmente singolare: il luogo dell’incontro era stato organizzato su un barcone ormeggiato sul fiume Niemen. Gli accordi si conclusero con la creazione del Granducato di Varsavia (caposaldo napoleonico all’interno della Russia), con la cessione di Finlandia e Svezia alla Russia in cambio della rinuncia di Alessandro alle isole del Mediterraneo, con la spartizione della Prussia (creazione del regno di Vestfalia, dove Napoleone nominerà re il fratello Girolamo) e con l’impegno di Alessandro ad accettare la pace con la Turchia dopo anni di guerra e di bloccare i porti russi al commercio inglese, rompendo così l’alleanza con Gran Bretagna e, favorendo l’antico progetto di Napoleone, quel Blocco Continentale che in realtà funzionò solo in maniera teorica.
L’arma commemorativa, fornita con una coppia di supporti modulari trasparenti, è accompagnata dal Certificato di Autenticità che attesta la fabbricazione in serie limitata.
I collezionisti che hanno acquisito i primi tre modelli commemorativi avranno il diritto di prelazione nel contrassegnare con lo stesso numero di serie anche il modello 2007 dedicato al Grande Stratega.


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